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Episodio 3 -NOTE PROIBITE - ANNI 70

07/06/2025 14 min Temporada 1 Episodio 3
Episodio 3 -NOTE PROIBITE - ANNI 70

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Sintesi dell'episodio

Note proibite, il podcast che rivisita alcuni dei casi più eclatanti di censura musicale messi in atto dalla commissione di ascolto Rai tra il 1954 e il 1975... Oggi chiudiamo con gli anni Settanta, ultimo decennio che vide una massiccia opera censoria della commissione d’ascolto, che sarebbe perdurata ma in maniera assai attutita nei decenni a seguire... gli anni Settanta... sono Anni difficili… gli “Anni di piombo” insanguinati da una violenta lotta politica che contrappone gli estremismi sia di destra che di sinistra, e vedono il persistere di diverse stragi figlie di quella “strategia della tensione” che dal 1969 sconvolge il Paese... Sul piano sociale, la contestazione giovanile del decennio precedente fa sentire la sua onda lunga e ciò si ripercuote anche sul panorama musicale... È così anche in questo decennio il lavoro per la Commissione di Ascolto non manca... Tematiche sessuali, politiche, religiose e sociali costituiscono sempre più le principali cause di censura per molti brani. Una censura integrale colpisce infatti l’ LP Terra in bocca de I Giganti, un concept album nel quale il gruppo ha il coraggio di dar vita a un lavoro in cui si parla di mafia, un tema per l’epoca assai “proibito” e che secondo molti censori, e non pochi uomini delle istituzioni, “non esiste”. Ciò fa comprendere il clamore che destano tra i membri della Commissione di Ascolto l’album e le canzoni in esso contenute... Particolarmente “scomode” risultano le canzoni Sul tuo letto di morte e Lungo e disteso, il racconto dell’uccisione di un ragazzo che ribellandosi alla mafia s’illudeva di poter scavare un pozzo per avere l’acqua senza pagare il pizzo («Lungo e disteso ti hanno trovato/con quattro colpi piantati nel petto»). L’apice dell’album giunge con la vendetta del padre del ragazzo che uccide il mafioso assassino di suo figlio. Ancora nel 1970, l’album Sexus et Politica, interpretato da Giorgio Gaber e scritto da Virgilio Savona, con testi liberamente tratti da celebri componimenti della letteratura latina, viene integralmente censurato dalla Rai per via del titolo. Sempre nel 1970, anno che vede tra l’altro il I dicembre l’approvazione della legge n.898, meglio nota come “Legge Fortuna-Baslini”, che introduce il divorzio, ad essere censurata è anche la canzone ‘O divorzio, portata in gara al Festival di Napoli da Franco Franchi e Angela Luce, che vede il verso «... appena ‘a legge approvano/’i voglio divorzia...» divenire «...appena ‘a legge approvano/me voglio riposa». L’anno si chiude con Notte di Natale di Claudio Baglioni che non viene mai trasmessa dalla Rai per via di un verso ritenuto offensivo della religione e che recita così: «Dio tu stai nascendo e muoio io...».  Il 1971 è un altro anno di lavoro incessante per la Commissione di Ascolto che colpisce, tra gli altri, Lucio Battisti e la sua Dio mio no, a causa delle urla che si odono a fine testo perché fanno pensare che i due protagonisti stiano consumando un rapporto sessuale. In particolare, però, a far scattare la censura contribuisce la frase «La vedo in pigiama e lei si avvicina. Dio mio no! Cosa fai? Che cosa fai?» la quale, secondo i censori, contiene dei significati erotici considerati inaccettabili. Restando ancora nel 1971, la censura si scaglia contro Il gigante e la bambina, scritta da Paola Pallottino con musica di Lucio Dalla e portata a “Un disco per l’estate” da un allora giovanissimo Rosalino Cellamare – non ancora il Ron che conosciamo – vietando il verso, ritenuto troppo ambiguo, «Il gigante con la sua spada d’amore». Il testo, come ammesso dallo stesso Ron, costituisce una sorta di visione poetica dal punto di vista di un pedofilo, ed è ispirato a un fatto di cronaca purtroppo realmente accaduto... Nessuno ancora lo immagina, ma di lì a breve le cose cambieranno notevolmente... ma nel frattempo la censura prosegue... Negli ultimi tre anni di vita della Commissione di Ascolto, il suo lavoro procede imperterrito... Nel 1972 è Claudio Baglioni a finire sotto la scure censoria con Questo piccolo grande amore che vede il verso «La paura e la voglia di essere nudi» divenire un più “pudico” «La paura e la voglia di essere soli», e «Le mani sempre più ansiose di cose proibite» trasformarsi in «Mani sempre più ansiose, le scarpe bagnate». Nel 1974, invece, è la volta di Bella senz’anima, arrangiata dal maestro Ennio Morricone e da Franco Pisano, cantata da Riccardo Cocciante, il cui verso, considerato troppo “esplicito”, «E quando a letto lui/ti chiederà di più» divenne «E quando un giorno lui/ti chiederà di più». Sempre nel 1974 si verifica un caso di censura musicale che finisce col coinvolgere un’intera manifestazione canora dimostrando l’eccesso di zelo – ai limiti e forse oltre del bigottismo – della censura in epoca democristiana. La Rai, infatti, pensa bene di rinviare di un mese la messa in onda dell’Eurofestival, in programma nel maggio 1974, per il timore che l’esito del concomitante Referendum abrogativo sul divorzio – previsto per il 12 e 13 maggio – potesse venire “condizionato” dalla partecipazione alla manifestazione canora di Gigliola Cinquetti con il brano Sì.. e dare una mano a coloro contrari alla legge Fortuna-Baslini del 1970. Sempre nel 1974 la Commissione di Ascolto va ormai vivendo la fase conclusiva della sua storia: Francesco De Gregori viene censurato, con la sua Niente da capire che vede il verso «Però io Giovanna me la ricordo/Faceva dei giochetti da impazzire» diventare «Però io Giovanna me la ricordo bene/Ma è un ricordo che vale 10 Lire».Lo stesso anno, il 1974 Antonello Venditti per il brano A Cristo viene condannato per vilipendio alla religione di Stato per la frase in esso presente e che dice: «Ammazete Gesù Cri’ quanto sei fico» poi modificata in «Ammazete Gesù Cri’ quanto so’ fichi». Il 1975 vede l’approvazione della Legge 103/75 di Riforma della Rai che pone la radiotelevisione di Stato sotto la responsabilità non più del governo, ma del Parlamento. Una decisione che sottrae la Rai dallo stretto controllo democristiano e che vede anche un allentamento della censura, musicale e non, che porta all’abolizione della Commissione di Ascolto... Censura che nei decenni a seguire non abbandona totalmente mamma Rai, ma che sicuramente diviene meno opprimente...Nello stesso anno anche la celebre Mina finisce nel mirino della commissione di censura. La canzone "L’importante è finire", scritta da Cristiano Malgioglio e musicata da Alberto Anelli, si afferma come uno dei grandi successi della cantante, diventando una delle pietre miliari della sua carriera. Tuttavia, dopo un primo passaggio in radio, il brano viene immediatamente censurato dalla televisione nazionale a causa dei contenuti considerati "proibiti" nel testo. Nonostante il divieto di diffusione nel programma Hit Parade, la canzone riesce comunque a entrare in classifica e, dopo un certo periodo, viene riammessa agli ascolti, conquistando nuovamente il pubblico.

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