Ascolta "Hype"
Sintesi dell'episodio
Nel gergo giovanile hype vuol dire eccitazione, attesa, esaltazione collettiva. Ma la parola arriva da tre posti molto meno innocenti: da hyperbole, l'esagerazione retorica; dallo slang criminale degli anni Venti, dove to hype significava truffare qualcuno sul resto; e dal gergo dei tossicodipendenti, dove hype era la siringa ipodermica. Esagerazione, truffa, droga.
Nel 1995 l'analista Jackie Fenn disegna per la Gartner la curva dell'hype cycle, e da allora l'entusiasmo per le nuove tecnologie ha un grafico ufficiale, con cinque fasi e un picco da cui prima o poi si cade. In questa puntata vediamo come funziona il meccanismo, perché catastrofismo e iper-ottimismo sono la stessa pubblicità, e cosa possiamo farci.
In questa puntata
Chi era l'hype man nel rap, e perché quelli di oggi non salgono sul palco
Le tre radici della parola: iperbole, truffa, siringa
La curva della Gartner: dal picco delle aspettative gonfiate all'altopiano della produttività
Perché l'AI generativa nel 2023 era in cima e nel 2024 stava già scendendo
Le tre mosse dell'hype marketing: il nome, il futuro inevitabile, la scarsità
Le due notizie opposte di quest'estate: la fuga dal recinto e il manifesto di Zuckerberg
I quattro strumenti di Emily Bender e Alex Hanna per non farsi fregare
Fonti e approfondimenti
La metodologia dell'hype cycle — Gartner
Emily M. Bender, Alex Hanna, L'inganno dell'intelligenza artificiale — Fazi Editore
Come difendersi dall'hype dell'AI: l'intervista a Bender e Hanna — GeekWire
Il comunicato di OpenAI sull'incidente di luglio — OpenAI
The Future is for Everyone, il manifesto di Mark Zuckerberg — Meta, 10 agosto 2026
Don't Believe the Hype, Public Enemy, 1988