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Ines

31/07/2018 4 min
Ines

Sintesi dell'episodio

Any fucking Saturday afternoon from 20 to 30.Ogni sabato pomeriggio dai 20 ai 30 anni. Con il mio amico Daniele, o da solo. L’appuntamento da Ines del Sabato alle ore sedici era immancabile. I soldi che giravano erano pochi, all’epoca, ma nulla al mondo poteva impedirmi di passare da lei. Che fuori fosse bel tempo, piovesse o nevicasse.Era un rituale, partivo da casa, a piedi, erano più di 2 Km, che percorrevo di buona lena, con malcelata euforia, impiegandoci circa venti minuti. E nel tragitto pensavo verso quale sezione dirigermi questa volta: le Profezie di Nostradamus, o l'Astrologia? La crittografia o l'Alchimia? A quale argomento avrei dedicato le letture serali della settimana che di lì a poco sarebbe cominciata?Perché la sezione "esoterismo", in uno stretto corridoio sulla sinistra, quasi nascosto e misterioso, in cui a malapena passavano due persone, era la più fornita.Più della metà delle centinaia di libri che ho li ho acquistati in questo negozio angusto ma ben tenuto…Libri nuovi, ma a metà prezzo. Intonsi, ma spesso con la colla che si staccava perché mai aperti nel corso di lunghi anni.E ho trovato delle chicche incredibili, libri rari, ad edizione limitata, ed esauriti da anni, o preziosi cofanetti di cui ignoravo perfino l’esistenza. Con il tempo il negozio si era poi ingrandito, inglobando un'altra stanza, ed inaugurando una sezione fumetti. Ma la mia passione per i fumetti andava già esaurendosi, e quindi non ho mai dedicato troppa attenzione alla nuova ala.E molto spesso c’era Daniele, al mio fianco, che mi consigliava sulla bontà o meno dei testi: se l’autore era un ciarlatano, ad esempio, o al contrario se il libro meritava l’acquisto. Quel libro che sarebbe poi stato l’argomento principale della serata trascorsa insieme in pizzeria, o in qualche birreria fuori mano, diverse ore più tardi…Ci sono negozi che sono un simbolo della città, ne fanno parte, la caratterizzano. Ne impregnano le pietre, facendone un tutt’uno con l'essenza stessa della zona, diventandone memoria storica. Tra questi, “la Bancarella del Libro”, il piccolo negozio di Ines, con le sue ante bianche che scorrevano a fatica, e che spesso si inceppavano perché i libri dietro spingevano e facevano resistenza.Una delle ultime volte che ci sono entrato, le chiesi, quasi per gioco: “ciao, ma ti ricordi ancora di me?” Lei rispose prontamente, con orgoglio,: “certo che sì, vieni qui da quando eri gagno (ragazzino in piemontese), vi ho visti crescere tutti, sono un po’ la vostra madre io…”.E così, dopo quasi 40 anni, ecco un altro pezzo di Asti, la mia città, che scompare…E mi viene un groppo in gola, se mi immagino tra qualche anno passare a metà della Via XX Settembre, nel cuore di Asti, e vedendo le serrande abbassate sospirare: "qui c'era il negozio di Ines, il mio appuntamento fisso del sabato pomeriggio".

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