Il Black Hat Hacking, praticato dagli Hacker dal Cappello Nero, è opera dei cattivi, l’antitesi degli Ingegneri e degli specialisti in sicurezza e protezione dalle vulnerabilità informatiche… Essi sono lo “yin” dei White Hat Hacker, in un’atmosfera in cui l’utente finale è l’obiettivo da attaccare o violare. In questo articolo affrontiamo con rispetto il tema di coloro che vengono bollati come i pirati a pagamento nei mari di Internet.
Black Hat Hacking, o semplicemente Hacking
Nella maggior parte dei casi, quando si utilizza la parola hacking, i mezzi di comunicazione e le persone in generale fanno riferimento al Black Hat Hacking, ignorando l’esistenza della sua antitesi, che è il White Hat Hacking, e del Gray Hat Hacking che abbiamo affrontato in passato, facendo sì che l’uso di “hacking” solitamente racchiuda tutto in un concetto totalmente demonizzato e negativo.
I Black Hat Hacker cercano continuamente il modo di entrare o violare la sicurezza di ciò che prendono di mira, siano essi motivati dall’obiettivo di misurare le proprie capacità professionali, oppure dal mercato multimilionario che rappresenta l’agire totalmente al di fuori della Legge, rendendo la vita più difficile ai White Hat Hacker e agli specialisti e Ingegneri dedicati a mettere in sicurezza, proteggere e garantire la disponibilità dei sistemi.
I Black Hat Hacker spesso cercano il percorso di minor resistenza, sia attraverso qualche vulnerabilità, errore umano, pigrizia o qualche nuovo metodo di attacco; tuttavia, questo non vale per tutti, poiché quelli di più alto livello utilizzano la loro intelligenza, molte volte più sviluppata del normale, per rompere l’infrangibile e dimostrare a se stessi, e all’industria, che quanto fatto non era “fatto così bene” in prima istanza.
La motivazione numero uno di un Black Hat Hacker è il denaro, seguita dal riconoscimento e dal rilascio di endorfine che si sprigionano durante un’eccitante sessione di hacking.
Il Cappello Nero del Black Hacking
La classificazione di Cappello Nero, o Black Hat Hacker, proviene dall’identificazione dei cattivi nei vecchi film del vecchio West, che tipicamente indossavano cappelli neri, e anche dai fazzoletti abitualmente utilizzati per identificare i pirati a pagamento.
Un hacker dal cappello nero è un hacker che viola la sicurezza informatica per ragioni malevole, per profitto personale e/o per motivi economici. Gli hacker dal cappello nero sono la personificazione di tutto ciò che il pubblico teme di un pirata informatico a pagamento. Gli hacker dal cappello nero entrano in reti sicure per eliminare dati o renderli inutilizzabili per coloro che in origine li possiedono.
Come agiscono gli “Hacker Cattivi”?
Nel Black Hat Hacking la metodologia da applicare al momento di violare un sistema consiste fondamentalmente nell’apprenderlo e nel conoscere quanto più possibile di questo sistema con l’aiuto di strumenti di ingegneria inversa, rapporti di sicurezza, esperienze di altri hacker e, naturalmente, la principale di tutte le falle di sicurezza: l’essere umano.
Gli hacker utilizzano diverse tecniche per impossessarsi delle informazioni che interessano loro, e questo, oltre a rappresentare una sfida, costituisce una partita a scacchi in cui l’utente e l’amministratore sono molte volte il punto più debole di tutta la catena di sicurezza, venendo ingannati con pagine, virus, applicazioni e persino interazioni che li portano a rivelare dati importanti, che facilitano la scalata dei privilegi e, alla fine, la presa del controllo totale e assoluto di un sistema, di un gruppo di sistemi o addirittura di reti e banche dati complete.
Per il Black Hat Hacking esiste una politica economica molto interessante, in cui si cerca di non pagare per nulla e di farsi pagare per tutto, essendo così un mercato davvero immenso quello che genera dividendi incalcolabili per chi lo pratica, che nel corso della storia molte volte è stato effettivamente portato in tribunale per rispondere dei propri reati, sebbene la maggior parte delle volte venga impunemente acclamato ed esaltato nelle proprie cerchie.
Cosa motiva gli Hacker del lato oscuro?
Secondo un recente studio, coloro che praticano il Black Hat Hacking svolgono la maggior parte delle loro attività per divertimento, moralità, guadagni monetari e notorietà.

Come proteggersi dal Black Hat Hacking?
La cosa principale è farsi consigliare da professionisti che competono giorno dopo giorno contro le minacce hacker e che sappiano aiutarLa sia nello sviluppo, sia nella protezione dei Suoi sistemi. A tal fine, senza dubbio la raccomandazione principale è di contattare immediatamente il Suo Ingegnere ZARZA di fiducia, che saprà consigliarLa o indirizzarLa agli specialisti di ZARZA, i quali praticano dal 2003 il White Hat Hacking, proteggendo dalle banche dati convenzionali fino a complessi sistemi bancari di missione critica.
È importante sottolineare che per sopravvivere nel Black Hat Hacking bisogna provare passione per ciò che si fa, e se ha bisogno di essere protetto, deve ugualmente assumere professionisti che provino passione per ciò che fanno.



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